Reiki Kinesiologia

LE ACQUE POTABILI
(di acquedotto e minerali)

Tra le acque potabili si trovano sia quelle di acquedotto che quelle minerali. Nel passato come acqua da tavola si usava principalmente la prima, ma da alcuni anni è invece di uso comune bere l’acqua minerale. Cerchiamo di capire in cosa si distinguono.

La differenza principale tra l’acqua di acquedotto e quella minerale è che quest’ultima non subisce processi di disinfezione chimica (in genere a base di cloro o di ipoclorito di sodio, in rarissimi casi ozono).

L’acqua minerale è però molto variabile in quanto a composizione e la sua qualità è indicata da ben 48 parametri, alcuni dei quali sono segnati sulle etichette, ma che spesso risultano difficili da capire o valutare.

Ad esempio il residuo fisso a 180 °C è un elemento molto importante, perché distingue le acque in base alla quantità di sali minerali che contengono. Vi sono infatti tre categorie di acque minerali: "oligominerale", (0-500 mg di sali minerali per litro), "minerale", (500-1500 mg/l), e "fortemente minerale", (più di 1500 mg di sali per litro). L’acqua ottimale dovrebbe avere un residuo fisso compreso tra i 20 e i 90 mg/litro.

Il termine "acqua minerale" però non indica semplicemente un'acqua in cui ci sono dei minerali, ma si riferisce alle azioni terapeutiche che queste acque possono avere, in quanto contengono dei minerali (come il calcio, il sodio, il potassio e altri ancora) con un ruolo biologico importante.

Tuttavia ci sono anche altre differenze, che non sempre vengono prese in considerazione come ad esempio i valori massimi consentiti per legge delle sostanze inquinanti presenti: stranamente, infatti, non sono le stesse. Ad esempio, l’arsenico, che è una sostanza tossica, può essere presente nelle acque di acquedotto fino a 10 microgrammi per litro, mentre in quelle minerali fino a 50 microgrammi per litro. Inoltre per altre sostanze, altrettanto pericolose, come benzene o nichel, non è previsto nelle acque minerali nessun valore limite, e non è necessario neanche riportare in etichetta la concentrazione di alcune sostanze finché non superino concentrazioni molto più elevate di quelle previste per l’acqua di rubinetto.

In definitiva studiando attentamente le differenze tra le acque potabili emergono delle difformità preoccupanti, perché ciò che è considerato dannoso per la salute per una normativa non lo è per un’altra.

L’acqua è un prodotto "vivo" e come tale deve avere una data di scadenza, cerchiamo di capire se sulle acque che normalmente beviamo questa importante indicazione é ben riportata; inoltre l’acqua come tutti gli alimenti deve essere ben conservata…."in un luogo fresco e lontano dalla luce solare". Ma è sempre così? Cosa ci aspettiamo quando compriamo un’acqua in bottiglia: la pubblicità ci parla di effetti dimagranti e diuretici, ci possiamo credere?

La Comunità Europea ha proposto di recente, delle sanzioni per l’Italia sulle acque minerali: per quale ragione? Cosa è stato modificato? Quali sono le sostanze che secondo la legge possono essere contenute in un’acqua minerale? Cerchiamo di capire se possono essere davvero pericolose

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