
Acqua Diamante
Una Coscienza
 
Joël Ducatillon
NOTE DELL’AUTORE
- Quasi tutti hanno oggi un computer con accesso ad Internet, o conoscono qualcuno che lo possiede.
- Non è richiesto alcun diritto d’autore. Si richiede soltanto di non cambiare nulla in questo libro e di condividerlo con altri.
- Grazie a Maria Dolores Pastor e a Denise Etcheverry per avere contribuito all’elaborazione di questo documento.
- Grazie a Chantal Roy che lo trasmette nel suo sito Internet dal Québec.
- Dedico questo scritto alla mia figlia adottiva Julie Poerava Deman che mi ha aiutato in questa ricerca.
PRIMA PARTE
All’autunno dell’incarnazione,
Quando le cose acquisite si colorano di rosso,
E la linfa dell’anima
Affonda nelle sue radici e proclama
Un’imminente morte apparente
Per coloro che guardano il cielo,
Lanciando meste voci d’amarezza!
Agli dei inaccessibili e dominanti
Del sistema accettato; percorrendo a grandi passi
La terra sacra che essi non vedono,
Procedendo, affrettandosi verso il trapasso.
Inesorabilmente le foglie cadono
In questo autunno di terra – ecatombe.
Da quegli esseri delusi ed incapaci,
Nascerà, dall’humus degli indesiderabili:
Il Cristo emergente nell’uomo;
In entità di luce eterna
I cui nomi furono previsti al cielo.
Joël Ducatillon
Conferenza dell’11 agosto 2001
Buon giorno, vi parlerò dell’acqua diamante. Quali sono le persone qui presenti che hanno già l’acqua diamante, e che già l’utilizzano? Ah, siete numerosi, grazie. In questa conferenza, io comincerò a spiegare la cronistoria, come questa storia mi è arrivata. D’altronde essa non è finita, perché vi saranno altre scoperte, altre cose che arriveranno più tardi, ed io vi mostrerò anche che non è necessario essere usciti dalla Sorbonne o da Oxford per fare delle cose interessanti in questa nuova coscienza.
Il mio nome è Joël Ducatillon. Sono Francese. Ho qui al mio fianco Maria, che è Spagnola, e che mi accompagna molto in questo lavoro. E’ un sostegno femminile ed una gran collaboratrice, che mi permette di avere un equilibrio in questa ricerca.
Una trentina d’anni fa, il mio primo mestiere era di musicista e pianista professionale. Non ero un Chopin, ero un pianista di jazz, di varietà, e quella era la mia professione. Già in quell’epoca non mettevo mai l’accento sulla riuscita sociale, o su uno scenario del tipo: casa, pensione, assicurazione sociale. Ciò non mi ha mai interessato. La principale domanda che mi ha sempre tormentato nella vita e che mi ha condotto verso questo percorso, è: chi sono e perché sono qui? Sono semplicemente una bistecca che passeggia su un ciottolo che passeggia nel Cosmo? Ecco le domande un po’ aspre che talvolta mi ponevo, che mi tormentavano e mi rendevano infelice.
Più tardi, ho frequentato dei corsi di naturopatia a Parigi, perché proprio sentivo che là, a livello medico, vi erano delle cose incomplete. Poi, come naturopata, mi sono installato nel nord della Francia, nella regione di Lille. In quel luogo ho imparato molto con le persone che venivano a consultarmi. Ho imparato a poco a poco, nel corso di migliaia e migliaia di consultazioni, in 7 anni, che la malattia era qualcosa di straordinario come insegnamento e come dono. In seguito a ciò, e con l’arrivo della maturità, la mia coscienza lentamente progredì. Cominciai ad interessarmi maggiormente dell’energia, del magnetismo, della geobiologia ecc., mentre leggevo moltissimi libri, quelli di Anne e Daniel Meurois Givaudan, i Dialoghi Con l’Angelo, e nel 1990, un bel giorno, un’energia molto speciale cominciò ad attraversarmi. In quel momento, sentendo quest’energia, sentii che ritrovavo la mia famiglia, quella che mi aveva abbandonato sulla terra.
Come conseguenza, avvenne che persi la mia famiglia terrestre, persi la mia professione, la mia abitazione, in breve rimasi completamente spogliato, e mi trovai in una specie di terra di nessuno per due o tre anni. Ho vissuto un po’ in Svizzera, un po’ dappertutto, sempre senza alloggio, senza denaro, e vedete: sono ancora qui, vivo. Questo mi fa pensare ad un detto del re Davide che affermava: “Non ho mai visto il giusto abbandonato, né la sua posterità mendicare il suo pane”. (Salmo 37: 25). Se ciascuno seguisse la sua via, potreste partire per l’Africa del Sud con il solo spazzolino da denti; non vi sarebbero problemi, avreste alloggio, cibo e abiti adatti, e persino una vasca da bagno per lavarvi.
Nel 1994, cominciai ad avere tre sogni che hanno veramente dato un piccolo impulso alla mia ricerca. Sapevo di non poter più curare le persone, come lo facevo con la coscienza di prima. D’altronde ciò non m’interessava più, era per me molto pesante continuare a farlo, ed in ogni modo non vi erano più clienti. Ma il “nuovo” non era ancora venuto. Ho dunque avuto un periodo un po’ angoscioso, difficile dovrei dire, che mi ha profondamente purificato al livello delle mie necessità di comodità, di sicurezza finanziaria, del bisogno di avere una compagna, dei figli, di tutti gli scenari nei quali siamo stati programmati da millenni – dirò perché tra poco.
Ho dunque avuto tre sogni, di cui sto per dirvi il contenuto, e questi tre sogni mi hanno permesso di partire su questo cammino sconosciuto che ha condotto a quest’acqua, e che più tardi condurrà ad altre cose già in corso.
Nel primo sogno, nel 94, mi si diceva: tu farai un apparecchio, che si chiamerà DNA 850, e quest’apparecchio aprirà le porte. Circa quindici giorni più tardi, feci un altro sogno, in cui mi si mostrava una porta girevole, come quelle che si trovano agli ingressi dei supermercati. Alcune persone facevano la coda ed introducevano una carta in un apparecchio del tipo distributore di biglietti, la porta girava, lasciava passare una persona, e dietro alla porta vi era uno ski-lift che le faceva salire fino alla cima di una montagna bianca.
L’interpretazione di questo sogno, è la carta codificata (la carta della banca è una carta codificata) che permette di sbloccare delle memorie cellulari, affinché le persone siano portate verso la coscienza del loro Sé superiore con molto meno affanno, difficoltà e prove.
Nel terzo sogno mi si mostrava un biglietto da visita, con un fondo argentato, sul quale era scritto in oro: Steel, Storm, Staelhe. E mi veniva detto: questo è il nome della tua ricerca. Allora Steel vuol dire acciaio, in inglese. E l’acciaio è composto di ferro e carbonio. Ora voi sapete che il nostro corpo fisico, il nostro DNA, l’atomo stesso della carne fisica, è carbonio. Vi sono alcune stelle, alcuni pianeti, sui quali esistono delle razze umane che sono fatte a base di silicio. Ma noi, qui, siamo a base di carbonio, il cui numero è 666. Questo vi ricorda qualcosa, non è vero? E’ il numero della bestia, dunque della bestia nella quale noi siamo incarnati. Siamo dei mammiferi migliorati, o degli angeli un po’ diminuiti….
Storm significa tempesta (in inglese), dunque si tratta dell’energia della spirale, come il DNA. Quanto a Staelhe, ho saputo solo due anni più tardi che significa un’energia stellare. Non chiedetemi di più, non lo so ancora. Forse è in rapporto con la costellazione di Orione, ma non posso affermarlo, è un’ipotesi.
Con questi tre sogni, che cosa ho fatto? Non bisogna credere che io sia un “canalizzatore” super acuto. Non bisogna nemmeno credere che io sia un universitario super dotato. Sono stato a scuola fino a 16 anni. Ma in questa ricerca mi sono lasciato guidare, da chi? Da persone come voi, che mi hanno detto “tieni, leggi un tale libro” oppure, “guarda laggiù”, “ascolta ciò che ti si dice sull’autobus”, ed ho così avuto dei messaggi tramite le bocche di tutti, e sono effettivamente riuscito ad avere dei libri sulla fisica quantistica, libri che parlano della costante di Plank e di tutte quelle cose di cui non conoscevo che l’abc; ma è sufficiente, non ho bisogno di fare dell’obesità intellettuale. Ho preso solo ciò di cui avevo bisogno, qui ed ora.
Un carissimo amico m’invitò a condividere il suo appartamento. Ciò mi permise di trovare spazio, tempo e silenzio, perché si tratta di una ricerca che non si fa intellettualmente. Essa si fa per nascite successive. Detto in un altro modo, ogni volta che dovevo trovare qualcosa, dovevo trasformare qualcosa in me prima di trovarla. Ma prima di trovare ciò che dovevo trasformare mi occorrevano talvolta due o tre mesi.
Era come se delle memorie dovessero essere trasformate per diventare trasparenti, affinché io potessi accedere a quella conoscenza che conosco fin dall’Atlantide, perché in Atlantide questa ricerca era già stata fatta.
Certo, dopo aver vissuto questo tipo di parto, immediatamente vi è qualcosa che arriva in modo improvviso, e in quel momento ho il filo conduttore che mi permette di andare più lontano nella ricerca. So anche che essa è guidata, che vi sono degli esseri in vascelli spaziali nell’al di là, degli esseri cristici che mi aiutano e mi guidano. Ma non hanno mai fatto il lavoro al posto mio. In altre parole, mi si dà un piccolo indizio, e dopo io lavoro. E d’altronde io preferisco così. Preferisco fare così piuttosto che essere un pappagallo celeste, un pappagallo che trasmette sulla terra delle cose celesti.
Questi esseri che lavorano, non li conosco tutti. Secondo me è tutto un gruppo, di cui fanno parte Mère e Sri Aurobindo. Del resto voi oggi siete qui, per così dire all’ombra dell’energia di Mère. Perché non bisogna dimenticare che questi esseri, all’inizio del secolo, sono stati i primi a parlare di decodificazione cellulare, a parlare del sovramentale, della sovracoscienza, e della nuova razza che popolerà questa terra nella nuova era. E noi, noi siamo gli embrioni, i feti di questa nuova razza. Noi passeremo dall’uomo mammifero all’uomo cristico. Noi ci troviamo in quel periodo di adolescenza difficile da vivere, perché abbiamo un piede nel sistema antico e un piede in quello nuovo, ed è molto scomodo. Sri Aurobindo e Mère sono stati entrambi educati in famiglie completamente atee, ciò che ha loro impedito di cadere in quel misticismo emotivo che si trova sovente nelle persone che fanno un cammino. E’ uno stile che d’altronde io non critico, ma che può diventare una trappola, perché è come mettere vino nuovo in vecchi otri, cioè mettere le nuove conoscenze in vecchi schemi di funzionamento derivanti dal nostro passato religioso. E’ giusto passare anche attraverso questo, ma non bisogna fermarsi. Bisogna andare molto più lontano, perché per quanto mi riguarda – e forse l’acqua diamante conduce le persone a questo – vi è Dio dappertutto, in tutti gli atomi, in tutti gli elettroni, in tutta la materia che esiste; noi stessi siamo una parte di Dio e Dio è una parte di noi.
Questa storia di separazione porta a sperimentare un misticismo emotivo come compenso al malessere vissuto sulla terra. E’ interessante da vivere, ma non bisogna rimanerci. Occorre andare oltre, per trasformare la stessa carne, le ossa ed il midollo, in luce, in questa nuova coscienza. Vi sono persone che non sono d’accordo con me, ma è questo che io vivo, e non dico di aver ragione. Dunque voi l’accettate oppure no, lo vivete o no, tutto è giusto.
In seguito a questa ricerca, nel 1996 è nato un primo apparecchio, che era un cilindro in plexiglas, nel quale c’era una spirale d’energia. Lo chiamai la macchina lavatrice. Lo si metteva in una stanza piena di bambini che urlavano, e bastava chiedere ad alta voce: “Esprimo l’intenzione che questa stanza diventi più pacifica, più serena” e in dieci secondi era tutto finito. I cani andavano a coricarsi, i bambini smettevano di piangere, e si sentiva che l’energia crepitava, che scendeva lungo il corpo.
Soltanto un anno o un anno e mezzo più tardi nacque un piccolo apparecchio in vetro, come quello che vedete qui, un piccolo tubo di vetro molto semplice, molto banale, che si fa fare da un soffiatore di vetro. Quest’apparecchio è una specie di DNA artificiale di luce. I chiaroveggenti vi vedono delle spirali di luce, e vi sono delle geometrie che vengono ad imprimersi dentro, come nel DNA. Certamente, perché siano impresse, ho dovuto fare tutto un lavoro relativo al cambiamento dell’aria che si trova all’interno, come pure un lavoro sulla geometria e la matematica. In ciascun apparecchio vi sono circa 900 codici, il che implica un gran lavoro di codificazione.
Quando quest’apparecchio è nato, ho capito allora il sogno con le carte codificate. Ho avuto quindi l’idea di giocare con i numeri e di trovarvi delle risposte. I numeri sono i ritmi dello spazio/tempo. Naturalmente, lo spazio/tempo è un’illusione, come pure i numeri. Ma al momento essi sono per noi ancora necessari. Dunque voi potete vedere nei cubi, nei dodecaedri, nei triangoli, nei tetraedri, negli icosaedri, delle immagini ritmiche di spazio/tempo, che si manifestano nella dimensione nella quale noi viviamo, e voi potete anche vedere che questi numeri non sono là per caso. In più, dietro al numero, vi è il suono.
Poiché sono musicista, questo capitava a proposito. Siccome l’energia passava in me da 10 o 11 anni, anche questo capitava a proposito. Io trovavo delle sequenze di numeri che traducevo in una musica, che suonavo al sintetizzatore, in uno stato ben centrato. Come conseguenza, delle energie stellari ed altre energie che io non conoscevo, si registravano nel vetro. Ma perché questo potesse accadere, era stato prima necessario che io mettessi il tubo in un circuito oscillante.
Conoscete i circuiti oscillanti di Lakowski? Lakowski aveva fatto delle esperienze con cerchi di rame, di acciaio, ecc., che si potevano mettere intorno alle piante, ed egli si accorse che esse guarivano dalle malattie, che erano fortificate. Il laboratorio di Ginevra, il CERN (Centro Europeo di Ricerca Nucleare) utilizza un acceleratore di particelle che, come per caso, è un cavo di acciaio, di 27 km di circonferenza. Il 27, è 3x3x3. E’ il numero del salto quantico.
Cercherò di essere semplice. Cos’è un salto quantico? Quando salite una scala ed in un sol colpo non c’è più muro, non c’è più scala, non c’è ascensore per raggiungere il piano superiore, ed una volta in cima a questa scala, improvvisamente, vi ritrovate al primo gradino del piano successivo, allora avete fatto un salto quantico di coscienza, un salto quantico anche nella materia.
Dopo aver fatto questo cerchio oscillante, di 27 cm di circonferenza, mi è sufficiente pronunciare verbalmente un mantra davanti al cerchio in sospensione, con il tubo di vetro al centro dello stesso cerchio, ed una volta pronunciato questo mantra, io costato che un filo di luce esce dal cerchio esterno, si dirige verso il centro del tubo e ritorna verso l’esterno, forse qualche dozzina o centinaia di volte per secondo, e questo crea una specie di “break” a livello dell’aria che è nel tubo. Un 40% dell’aria del tubo si trasforma allora in krypton. Il krypton è un gas pesante che, come il neon, l’argon o il freon, si trova anche nelle lampadine luminose, ed è un gas che tiene i suoni in memoria.
Più tardi, ci saranno certamente dei fisici che su questo faranno delle esperienze per risonanza magnetica, ecc. Il mio ruolo non è di provare ciò che faccio, ma di trasmettere. Non ho alcuna base scientifica, nessuna prova di quello che vi dico, e non ho bisogno di avere ragione; nessuno dunque potrà affermare che ho torto!
Una volta fatti questi tubi, non sapevo neppure che sarebbero serviti per fare dell’acqua, ma, nonostante tutto, ho avuto dei messaggi e dei segni. Mi si diceva: “Sarà forse dell’acqua….”, e nel mese di ottobre 99 è nata la prima “acqua diamante”. Vi erano già almeno 700 codici nei miei tubi, ma allora essa non era moltiplicabile: occorreva mettere delle gocce in un po’ d’acqua, pronunciare un’intenzione, berla. Le cose andavano già abbastanza bene.
Sono stato poi invitato, nel mese di novembre, a Parigi, per spiegare questa ricerca ad un gruppo di persone. Erano tutti Ebrei che studiavano la Cabala. Mi sono chiesto perché ero stato invitato, perché la vita mi conduceva in quel luogo, ed ho capito che dovevo mettere i codici della lingua ebraica. L’ho capito quindici giorni dopo, una volta tornato a casa. Ho comprato un libro sulle lettere ebraiche, Il Regno dello splendore di Marie Elia. Dopo la lettura ho cominciato a fare dei calcoli su queste lettere. E' successo che si sono avuti come risultato 144 codici, 12 volte 12, che sono stati aggiunti nei miei apparecchi. Si mette allora un apparecchio in un bicchiere d’acqua, si aspetta per 12 ore, e dopo si ha un bicchiere d’acqua diamante che si può moltiplicare e condividere con tutti.
Ecco, all’ingrosso, la cronistoria dell’acqua diamante. Presto vi lascerò porre delle domande, poiché certamente quando io parlo in questo modo dimentico molte cose, e siete voi che me le fate ricordare. E’ soltanto nel mese di aprile 2000, dunque, che quest’acqua è diventata moltiplicabile, grazie a quei codici ebraici. Sento ora di dovervi dire il perché di quei codici ebraici. In Atlantide, trenta o quaranta mila anni fa, tutti noi abbiamo subito una manipolazione del DNA. Avete forse sentito dire, perché ora è cosa conosciuta, che a quell’epoca avevamo 12 filamenti di DNA – alcuni dicono 36. Adesso noi ne abbiamo soltanto più 2. Sembrerebbe che il fatto di non avere più di 2 filamenti di DNA ci abbia fatto affondare in un sistema di coscienza del bene e del male. E per quelli che vogliono giocare un poco con noi, è molto facile manipolarci per mezzo delle redini del bene e del male, come si dirige una carrozza a cavalli.
Sembrerebbe che molti di noi, ed io stesso in ogni caso, abbiano innocentemente, ingenuamente, involontariamente o volontariamente contribuito a questa manipolazione, perché in quell’epoca, anche se c’era una tecnologia avanzata, a base di cristalli, a base di scambi interspaziali, ecc., noi eravamo molto ingenui: “Tutto il mondo era bello e gentile!” E non è per caso che io sia ora guidato in questa ricerca, perché in un certo qual modo ho contribuito anch’io.
Sembrerebbe dunque che in questa vita, e dopo non poche vite, io mi sia preparato a fare dei sistemi, dei mezzi affinché gli esseri umani che noi siamo - in ogni caso l’essere umano che tutti noi qui siamo - possa avere un terreno genetico favorevole agli avvenimenti che arriveranno da ora al 2012, e che sono già cominciati. Perché? Perché per diventare Cristo, è la carne che diventa Cristo, è veramente tutta la carne che si trasforma fino alle dita dei piedi. Se la genetica non è pronta, la carne brucia. Per me è chiaro, è la mia visione della realtà, ma non dico che questo sia vero.
Mi è stato detto in un sogno che devo riportare in salvo tutti quelli che si erano smarriti nel deserto del Negev, è il ruolo che devo interpretare in quanto trasmettitore. Il deserto del Negev si trova nel sud di Israele. E’ là che è stato seppellito Abramo. Il deserto del Negev rappresenta gli esseri in relazione con IS RA EL, il cui nome deriva da ISIDE, scampata da Atlantide, RA, scampato da Atlantide, ed ELOHIM. Si tratta dunque di aiutare tutti quelli che, a causa del virus informatico impiantato nel loro DNA, hanno avuto la loro sessualità femminile completamente bloccata allo stadio di coscienza di mammiferi, al livello del sistema di rettili.
Il grosso problema che ha causato che noi restassimo un po’ primati - dico un po’ per essere gentile – è che la sessualità femminile, tanto negli uomini quanto nelle donne, è stata impiantata. E’ stato cioè inserito un tipo di virus, perché tutti i colonizzatori che vogliono fare della Terra una buona terra di schiavitù sanno molto bene che il giorno in cui la nostra sessualità femminile sarà realizzata, noi saremo capaci di andare nell’antimateria, di tele trasportarci, di materializzare il pane che mangiamo. Sanno bene che non avremo più bisogno di attrarre o di essere attratti, dunque non ci saranno più antipatie, sofferenze, disgrazie, e saremo potenti.
Coloro che si sono smarriti nel deserto del Negev, siamo tutti noi. Ed è a causa di quest’energia di tipo rettile che si ha la pretesa di diventare proprietari di un essere umano, perché esso appare essere nostro figlio, nostra moglie o nostro marito, o nostro parente, nostro fratello, nostra sorella. Ora, più vi sono degli “m”, mio, mia, miei, più si è lontani dalla verità, poiché in effetti, sulla terra, non c’è che un solo essere, un solo Umano con più di 6 miliardi di cellule. E forse il doppio o il triplo di cellule che sono non–incarnate, costituiscono il corpo energetico di quell’umanità, dove vivono i morti, che non sono per niente morti.
Credo che questa ricerca sia stata fatta per aprire la coscienza a quel livello. Le prime persone che hanno ricevuto l’Acqua Diamante, erano quelle che assistevano alla conferenza a Plazac in Dordogna, là dove Anne e Daniel Meurois Givaudan hanno molto attivato e aperto delle coscienze. A quel tempo io la vendevo ancora, la vendevo in piccole boccette, e poi le persone la moltiplicavano. Grazie a questo denaro ho potuto recarmi in Canadà, in Québec, e a propagarla, e dal 1° giugno è diventata completamente gratuita.
Si può dire adesso che vi sono circa 60 paesi dove dei piccoli gruppi, o individui isolati, la utilizzano. Ce ne sono fino a Tahiti, Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti; un ospedale in Messico l’utilizza per i malati. Ce ne sono in Turchia, parecchi in Polonia, in Romania, in Bulgaria, in Russia, in Giappone, in Cina, in Africa, ad Abidjan, a Capo Verde, in India, in Amazzonia… Vedete, si è sparsa senza che io facessi nulla. Io resto là, seduto nella mia camera a continuare le mie ricerche, e le persone se la passano, se la regalano e se la condividono. D’altronde, quelli che non ne hanno potranno venire a prenderne qui, ed io consiglio di condividerla con altri. Talvolta delle persone dicono: “Sì, ma io preferisco averla direttamente da lei piuttosto che dal mio vicino o dal mio amico, perché so che non stanno sempre bene e possono esserci delle cattive energie dentro all’acqua.” In questo caso, vi garantisco che ciò non è possibile, perché quest’acqua è al livello della quinta dimensione. Ve ne parlerò.
Acqua Diamante Parte II
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