Le Difese Energetiche Esterne

Difese energetiche esterne

Secondo Barbara Ann Brennan, autrice dell’ottimo libro “Mani di luce” (Longanesi editore) e chiaroveggente, ogni persona ha uno o due sistemi principali di difesa energetica quando è in difficoltà.
Questi sistemi agiscono a livello profondo in maniera inconscia, spesso in contraddizione con ciò che crediamo o ammettiamo di fare. Secondo l'Autrice tutti noi vediamo il mondo come più o meno pericoloso e certe situazioni ci paiono particolarmente pericolose: in questi frangenti scatta una strategia di difesa energetica in maniera automatica. A livello esterno riusciamo a mascherare questi sistemi, a giustificare il nostro comportamento, quasi mai ci rendiamo conto di ciò che agiamo: ciò non toglie che immancabilmente, appena si verifica una situazione che riteniamo pericolosa, attuiamo una difesa energetica.
Ecco quali sono questi sistemi di difesa secondo la denominazione di Barbara Ann Brennan, nome che spesso deriva dall’immagine di come appare l’aura durante queste difese:

  1. A Porcospino: l’aura appare spinosa e dolorosa al tatto, di colore bianco grigia. Questo sistema ferisce energeticamente chi si avvicina, col risultato di allontanare gli altri.
  2. Ritirata: la parte della coscienza e dell’aura che si sente minacciata lascia il corpo della persona sottoforma di una nuvola azzurro chiaro. La persona si chiude, il suo sguardo può essere vitreo o assente,  sembra non reagire alle aggressioni, fugge.
  3. Assenza: questa forma di difesa è diversa dalle altre e di frequente si aggiunge ad un’altra. E’ spesso il risultato di un’operazione o di un trauma in tenera età, anche nell’utero, dura molto a lungo, anche tutta la vita. Una parte dell’aura e della coscienza della persona non è incarnata, è altrove e spesso si genera una forma schizoide di separazione e sconnessione dalle emozioni o dal mondo concreto e materiale.
  4. Negazione (spesso verbale): c’è un eccesso di energia nella testa, un blocco a livello del collo e una deficienza energetica nella parte inferiore del corpo. La persona continua a parlare, a pensare e ragionare per mantenere l’energia nella testa, dovrà sempre dire la sua e in condizioni di pericolo nega, non si fa convincere.
  5. Suzione orale: queste persone non sono capaci di prendere direttamente l’energia primaria dall’universo, ma devono prendere quella di altre persone che stanno intorno a loro. Queste persone parlano molto, vogliono essere al centro dell’attenzione, tendono a manipolare, a provocare, cercano di stare in compagnia, sono brave a socializzare, appaiono spesso generose e si prendono cura degli altri.
  6. A uncino e Ganci mentali: classicamente presente in persone psicotiche o border line. Una situazione che loro ritengono pericolosa è il confronto con il gruppo, ma in realtà ci sono moltissime situazioni apparentemente normali che loro giudicano estremamente pericolose e drammatiche. Quando si sentono minacciati sviluppano un uncino sopra la testa che lanciano verso il nemico, esprimendosi contemporaneamente a livello verbale spesso in modo violento, drammatico e irrazionale. Spesso usano l’attacco come difesa: tramite ganci mentali afferrano la vittima per la testa con l’energia mentale. Questo approccio è quasi sempre estremamente efficace ed è difficilissimo riuscire a sfuggire a queste persone, che verbalmente sono estremamente logiche, affascinanti, carismatiche e riescono quasi sempre ad imporre la loro logica, sovvertendo nel fare ciò la logica comune. Esempi di difesa ad uncino sono i grandi leader carismatici, capi politici, religiosi, guide spirituali, condottieri. Queste persone negano abilmente la logica comune e ne propongono una diversa, per cui, una volta accettata la loro logica, non è più possibile uscirne, come la storia dimostra con moltissimi esempi.
  7. Tentacoli: i tentacoli si protendono verso il plesso solare delle altre persone cercando di estrarre, catturare e divorare la loro essenza interiore. In realtà la persona è già piena della sua essenza, ma non sa utilizzarla, avrebbe bisogno di dare ed invece chiede e quando gli viene offerto fa la vittima, rifiuta ed alimenta le offerte altrui. Spesso questa persona appare depressa. A volte lancia frecciate verbali, offende, provoca per attirare la collera altrui su di sé ed in questo modo poter scaricare la sua.
  8. Meditazione silenziosa: la persona che si sente minacciata appare implodere, si ritira in se stessa, appare pensierosa, preoccupata, intenta in qualcosa.
  9. Isterica: reagisce a provocazioni anche minime con violente esplosioni verso tutti i presenti, che fuggono o rimangono atterriti da tale potenza, che spesso riesce a creare il vuoto intorno a sé quando si sente in pericolo.
  10. Isolamento nei confini: si estranea, si isola, rafforza i suoi confini per sottrarsi alle influenze esterne, comunicando un chiaro segnale di superiorità, di forza e di centratura.
  11. Imposizione della volontà: è simile al precedente, ma la reazione è più autoritaria, impositiva. La persona diventa prepotente, non ammette repliche e discussioni.
  12. Sistema composito: unisce diverse tecniche a seconda dei casi.

Esistono altre forme di difesa oltre quelle descritte dalla Brennan, quali la rimozione descritta da Freud, ma queste sono le forme principali.
E’ estremamente importante riconoscere consapevolmente la propria forma di difesa e lavorarci sopra, in quanto questa spesso condiziona la nostra vita e quella delle persone che ci stanno intorno. E’ altrettanto utile conoscere la forma di difesa energetica delle persone che ci stanno intorno, in modo da comprenderle ed eventualmente aiutarle nei momenti in cui le mettono in atto.
Ci sono tipi di persone difficilmente compatibili tra loro: chi usa la ritirata o l’assenza difficilmente può vivere bene di fianco a chi usa la suzione orale o l’uncino.

Nella mia esperienza di lavoro con le persone confermo sostanzialmente lo schema proposto dalla Brennan e ne sottolineo la grande importanza. Portare una persona a conoscere i propri meccanismi di risposta inconsci agli stimoli esterni le permette di imparare a gestire consapevolmente queste risposte per non esserne dominato.

Nel lavoro con questi meccanismi inconsci profondi ci si rende conto di quanto poco la forza di volontà e il controllo razionale possano fare per gestirli. Solo il lavoro energetico ottiene risultati.

 

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