Stimolazioni, Challenge e Localizzazione Terapeutica in Kinesiologia

Alcuni stimoli possono alterare il risultato del test muscolare: sono chiamati stimolazioni (challenge o provocazioni). All’inizio erano visti come disturbi da isolare, poi ne è stata compresa l’importanza e sono entrati a pieno titolo nella kinesiologia, costituendone uno dei principali filoni di sviluppo. Alcuni sono:

  1. Pressione di punti particolari del corpo, spesso collegati all’agopuntura, ai punti polso, all’auricoloterapia, alla riflessologia plantare, alla medicina ayurvedica
  2. Pressione su punti Neurovascolari o Neurolinfatici
  3. Breve forza su articolazioni, vertebre o sul cranio
  4. Allungamento di un muscolo, legamento o tendine
  5. Contatto del dito del paziente sulla pelle della zona dove risiede o origina un problema (Localizzazione Terapeutica o TL): questa è molto importante.
  6. Stimolazione per mezzo di cibo, sostanza, fiala test, medicina, omeopatico, tossina
  7. Stimolazione per mezzo di pensieri, frasi, emozioni, suoni
  8. Fasi della respirazione, iper o ipo ventilazione, apertura o chiusura occhi, posizioni, movimenti
  9. Luce, colori, dolore, caldo, freddo, suoni, tessuti, campi elettromagnetici, radiazioni
  10. Caricamento o scarico dei meridiani
  11. Idratazione e disidratazione
  12. Condizione psicologica (depressione, tensione, stress, gioia, controllo, ricordi, ecc)

Queste stimolazioni, anche se non ben dimostrabili scientificamente e quindi contestate, ben lungi dall’essere un disturbo, sono sfruttate dalla kinesiologia per testare moltissime cose. Durante i test normali ovviamente occorre tenerne conto ed evitarle. La scoperta delle stimolazioni ed in particolare della TL si deve a Goodheart; questa ha permesso alla kinesiologia di conoscere uno sviluppo incredibile e sta permettendo ai moderni kinesiologi di andare ben oltre quanto gli stessi fondatori della kinesiologia possano anche solo immaginare. Tramite la TL noi possiamo individuare il punto esatto all’interno dell’organo o del muscolo interessato al problema, possiamo sapere se la parte interessata si dichiara responsabile o meno del sintomo, possiamo studiare come altri organi o parti del corpo influiscano sul problema in studio. Il concetto risulta tanto semplice quanto poco dimostrabile scientificamente: ogni volta che tocchiamo un punto del corpo interessato al problema (come causa o come localizzazione esatta della patologia) il muscolo inverte la sua polarità: se debole diventa forte con una TL e torna debole con la seconda TL (l’inverso se era forte). Questo ci permette di fare diagnosi differenziali e studiare come ogni organo influenzi il sintomo che stiamo studiando. Se abbiamo trovato una patologia all’intestino crasso, possiamo seguirne il percorso con la mano finché il muscolo inverte la sua polarità: avremo individuato il punto esatto in cui si situa il problema. Toccando poi altri organi (anche con l’opportuno uso della calamita), potremo trovarne uno che inverte la polarità del muscolo: questo organo si dichiara responsabile del sintomo in studio al crasso. La TL sulla pelle nuda è più sensibile e precisa, mentre con spessi vestiti sintetici può generare interferenze e risultare imprecisa.

A cura di Asa.

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