Tecniche di Riequilibrio Muscolare in Kinesiologia

Esistono alcune tecniche in kinesiologia atte a riequilibrare i muscoli o alcune componenti strutturali del corpo. Ne presentiamo qui di seguito alcune.

Stimolazione del Periostio

Il periostio è una membrana fibrosa, riccamente vascolarizzata, che ricopre le ossa ad eccezione delle aree articolari. In pratica è il tendine che innestandosi sull’osso lo ricopre e avvolge. Il massaggio del periostio si esegue sulle estremità del muscolo, sul confine tra tendine ed osso, in un’area identificabile tramite la TL con un MIF; è sempre dolorosa e non deve essere protratta per più di 15 secondi. A livello psichico aiuta a riconoscere la propria forza e può risultare utile quando il muscolo risulta scarico al test kinesiologico muscolare se lo scarico era associato a troppo poche difese e non a troppe difese.

Massaggio Vertebrale Spinale

Questo massaggio è stato introdotto da due kinesiologi americani negli anni 70, Sheldon C. Deal e John Thie e consiste nella stimolazione della regione spinale della vertebra, particolarmente benefica se ben eseguita. Occorre massaggiare in su e in giù per una decina di secondi l’apofisi spinosa della vertebra associata al muscolo; questa zona riflessa viene usualmente chiamata Riflesso Vertebrale Spinale. Nel Modulo I sono state indicate le vertere associate ai vari muscoli. A livello psichico questo massaggio aiuta ad esprimere la propria verità. Il massaggio viene spesso utilizzato in caso di muscoli scarichi bilateralmente e di solito uno dei due muscoli torna carico, mentre il secondo deve essere riequilibrato con altre tecniche. Per individuare la vertebra da massaggiare è possibile utilizzare la TL: toccando la vertebra che riequilibra il muscolo scarico, questo diventerà subito carico al test e si potrà procedere al massaggio. E’ possibile toccare intere aree con la mano e quando il test si inverte raffinare la ricerca per trovare la vertebra all’interno dell’area. Se il risultato non è permanente occorre individuare tramite TL un punto o un’area (muscolo debole si rafforza con la vertebra e si indebolisce col punto) da toccare durante il massaggio della vertebra.

Punti Neurolinfatici (NL)

I punti Neurolinfatici sono stati scoperti negli Anni Trenta del secolo scorso dal dottor Chapman, osteopata, sono posti sul tronco e sono dolenti quando attivi. Il massaggio kinesiologico (leggero, da 15 secondi ad alcuni minuti) sul punto NL promuove il drenaggio linfatico e la riattivazione della circolazione linfatica nel muscolo associato al punto e nell’area adiacente, la rimozione delle tossine linfatiche, l’apporto di nuova linfa ed una ripresa funzionale dei muscoli. Per il kinesiologo che abbia il Terzo Livello di Reiki il massaggio di un punto neurolinfatico permette lo scioglimento di patologie bloccate nel muscolo, nell’organo associato e nel sistema o apparato a cui l’organo appartiene. Le patologie bloccate sono presenti ma aspettano il momento buono per attivarsi; non presentano sintomi e possono restare bloccate anche per decenni. Sono allo studio due punti riassuntivi di tutti i neurolinfatici, sia come TL che come massaggio: sono posti 4 cun sotto l’ombelico e 4 cun di lato, bilaterali, da massaggiare 2-3 minuti in contemporanea.

Zone riflesse craniali del sistema Neurovascolare (NV)

I punti riflessi craniali del sistema neurovascolare sono stati scoperti dal dott. Bennett, chiropratico, nel 1930.
Il massaggio di un punto neurovascolare associato ad un muscolo provoca l’importante effetto di drenare i ristagni di sangue venoso presenti nell’area del muscolo, riattivando la circolazione, sgonfiando, togliendo le tossine presenti nel sangue venoso e facilitando la ripresa funzionale del muscolo e dell’area intorno. Il muscolo iper o ipo tenderà a tornare in una condizione normotona. La zona NV viene stimolata (non massaggiata) per 20-30 secondi tramite leggera pressione e stiramento radiale della cute nelle diverse direzioni col polpastrello: sarà completato quando si avvertirà una leggera pulsazione non in sincronia con il battito cardiaco. Come per i punti Neurolinfatici, se la correzione risultante dalla manovra è labile e non stabile, se cioè i punti tendono a riattivarsi di frequente, occorre trovare altre manovre più adatte. Per chi ha il Terzo Livello di Reiki il massaggio kinesiologico di un punto NV provoca lo scioglimento delle memorie muscolari e delle patologie non più attive, ma ancora presenti nel muscolo o nei muscoli associati al punto neurovascolare massaggiato. Lo stesso vale anche per l’organo, il sistema o l’apparato di cui il muscolo fa parte. Anche per i punti Neurovascolari sono allo studio due punti riassuntivi, ipotizzati in VB16, 3 cun dietro e laterali al VII Chakra (o VB19 o tutti), da stimolare circa 2 minuti. Spesso il trattamento dei punti NV e NL ha un effetto solo temporaneo.

A cura di Asa.

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