|
Vie Nuove
Il Profeta di Kahlil Gibran
L'arrivo della nave
Il Saluto
Almitra
l'Amore
Il Matrimonio
I Figli
Il Donare
Mangiare e Bere
Il Lavoro
La Gioia e il Dolore
La Casa
Gli Abiti
Comprare e Vendere
Colpa e Castigo
Le Leggi
La Libertà
Ragione e Passione
Il Dolore
La Conoscenza di sé
L'Amicizia
Il Conversare
Il Bene e il Male
La Preghiera
Il Piacere
La Bellezza
La Religione
La Morte
La Promessa
Vi ho conosciuti
Il Profeta
La Partenza
Libri Consigliati
REIKI
KINESIOLOGIA
FIORI DI BACH
ALIMENTAZIONE
MASSAGGIO INFANTILE
ANTIGINNASTICA
ACQUE DI LUCE
Divina Commedia
|

Il Profeta di Kahlil Gibran
La Colpa e il Castigo

Allora uno dei giudici della città si fece
avanti e disse: Parlaci della
Colpa e del Castigo.
Ed egli rispose, dicendo:
È quando il vostro spirito erra nell'aria,
Che voi, solitari e distratti, commettete ingiustizia verso gli altri
e
quindi verso voi stessi.
E per quel torto commesso busserete alla porta dei beati, e sarete
ignorati.
Come l'oceano è il vostro io divino;
Resta per sempre incorrotto.
E come l'etere solleva soltanto gli esseri alati.
Il vostro io divino è anche simile al sole;
Non conosce le vie della talpa, né cerca le tane del serpente.
Ma l'io divino non vive in voi da solo.
Molto in voi è ancora uomo, e molto non è ancora uomo,
Ma un informe pigmeo che cammina dormendo nella nebbia
cercando il proprio risveglio.
Ed è dell'uomo in voi, che ora voglio parlare.
Perché è lui, e non l'io divino o il pigmeo nella nebbia
che conosce
la colpa e il castigo della colpa.
Vi ho udito spesso parlare di chi commette un torto come se non
fosse uno di voi, ma un estraneo, uno intruso nel vostro mondo.
Ma io vi dico che anche il santo e il giusto non possono levarsi
oltre l'altezza che è in ciascuno di voi,
Così il malvagio e il debole non possono cadere più in
basso
della bassezza che ugualmente è in voi.
E come una singola foglia non ingiallisce senza la muta
consapevolezza di tutta la pianta,
Così chi compie il torto non può farlo senza il volere
nascosto di
voi tutti.
Voi camminate insieme verso il vostro io divino come una
processione.
Siete la via e i viandanti.
E se uno cade, cade per quelli che son dietro, un avviso del sasso
che l'ha fatto inciampare.
E cade per quelli che ha davanti, che più veloci e con piede
più
sicuro, non hanno rimosso l'ostacolo.
E anche questo vi dirò, benché le mie parole potranno
esservi di
peso:
L'assassinato non è irresponsabile della propria uccisione,
E il derubato non è privo di colpa nel furto che ha subito.
Né il giusto è incolpevole degli atti del malvagio,
Né chi ha le mani bianche è netto nelle azioni del criminale.
Sì, il colpevole è spesso vittima dell'offeso.
E anche più spesso il condannato porta il fardello per l'innocente
irreprensibile.
Voi non potete separare il giusto dall'ingiusto e il cattivo dal buono;
Perché essi stanno insieme davanti al sole, come se il filo nero
e il
filo bianco fossero insieme intessuti.
E quando si rompe il filo nero, il tessitore rivedrà tutta la
tela, e
dovrà esaminare anche il telaio.
Se uno di voi volesse giudicare una moglie infedele,
Metta sulla bilancia anche il cuore del marito, e misuri la sua anima
col metro.
E chi volesse frustare l'offensore scruti lo spirito dell'offeso.
E se qualcuno di voi, in nome della giustizia, volesse abbattere la
scure sopra il tronco malato, osservi le radici;
E in verità, troverà le radici del bene e del male, le
infeconde e le
fertili, tutte intrecciate nel cuore silenzioso della terra.
E voi giudici che volete esser giusti.
Quale sentenza emanate contro chi è onesto nella carne ma è
ladro nello spirito?
Che punizione date a chi uccide nella carne, ma è egli stesso
ucciso nello spirito?
E come processate colui che con gli atti inganna e opprime,
Eppure è afflitto e oltraggiato?
E come punirete coloro il cui rimorso è già più
grande che il loro
misfatto?
Non è forse il rimorso la giustizia amministrata proprio da quella
legge che servireste contenti?
Tuttavia non potete imporre il rimorso all'innocente né toglierlo
dal
cuore del colpevole.
Non chiamato esso chiama nella notte, affinché gli uomini si
sveglino e scrutino se stessi.
E voi che volete capire la giustizia, come potrete farlo se non
studiando ogni fatto nella pienezza della luce?
Solo allora saprete che l'eretto e il caduto sono un unico uomo che
vive nel crepuscolo fra la notte del suo io pigmeo e l'alba del suo
io
divino,
E che la pietra angolare del tempio non è più elevata
della pietra
più bassa delle sue fondamenta.
|