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Il Profeta di Kahlil Gibran
Vi ho Conosciuto

Nella quiete notturna ho percorso le strade e il mio
spirito è entrato
dentro le vostre case,
E i vostri battiti del cuore furono nel mio cuore, ed i vostri respiri
sul
mio volto, e tutti vi ho conosciuti.
Ho conosciuto le vostre gioie e i vostri dolori, e i vostri sogni nel
sonno sono stati miei sogni.
E fui spesso tra voi come un lago fra i monti.
Specchiai le vostre cime e i curvi pendii, e le mobili greggi dei
vostri pensieri e desideri.
E al mio silenzio, come ruscelli giungevano le risa dei vostri
bambini, e come fiumi le ardenti brame dei giovani.
E quando raggiunsero la mia profondità, quei ruscelli e quei
fiumi
non cessarono più di cantare.
Ma venne a me qualcosa più soave che il riso e più vasto
che la
brama:
Lo sconfinato che era in voi.
L'uomo immenso, nel quale non siete che cellule e nervi;
Colui nel cui cantico tutto il vostro cantare è solo una pulsazione.
È nell'uomo immenso, che voi siete immensi.
E, contemplando lui, vi ho veduto e vi ho amato.
Perché quali altezze può raggiungere l'amore che vadano
oltre
quell'immensa sfera?
Quali visioni, quali attese e presunzioni, possono salire più
in alto
di quel volo?
Come una quercia gigantesca coperta di fiori di melo è l'uomo
immenso in voi.
Il suo potere vi lega alla terra, la sua fragranza vi solleva nello
spazio, e nella sua eternità siete immortali.
. . . . .
Vi è stato detto che somigliate a una catena e siete deboli quanto
l'anello più debole.
Questa è una mezza verità. Siete anche forti quanto l'anello
più
forte.
Misurarvi dall'atto più meschino è calcolare la potenza
dell'oceano
dalla sua fragile schiuma.
Giudicarvi dai vostri fallimenti è biasimare le stagioni perché
sono
incostanti.
Oh sì, siete simili a un oceano,
E anche se le navi incagliate sopra le vostre spiagge aspettano
l'alta marea, neanche voi, come l'oceano, potete affrettare il vostro
flusso e riflusso.
E siete simili anche alle stagioni;
E se nel vostro inverno ripudiate la vostra primavera,
La primavera, che riposa in voi, sorride nella sua sonnolenza e non
si offende.
Non pensate che io affermi queste cose perché diciate tra di
voi:
"Ci lodava. Non vedeva in noi che il bene".
Io dico solo con parole quello che conoscete nel pensiero.
E cos'è mai la conoscenza con parole, se non un'ombra della
conoscenza senza parole?
I vostri pensieri e le mie parole sono onde che provengono da una
memoria sigillata che custodisce i documenti dei nostri ieri,
E degli antichi giorni quando la terra non conosceva noi né se
stessa,
E delle notti quando la terra era travagliata dal caos.
Uomini saggi sono venuti a voi per donarvi la loro saggezza. Io venni
a prendere la vostra:
E vedo che ho trovato qualcosa assai più grande che la saggezza.
È uno spirito ardente in voi che raccoglie porzioni sempre maggiori
di sé.
Mentre voi, incuranti del suo espandersi, piangete lo sfiorire dei
vostri giorni.
È la vita in cerca della vita in corpi che temono la tomba.
Qui non vi sono tombe.
Queste montagne e queste pianure sono una culla e una pietra di
passaggio d'un guado.
Quando passate per il campo dove avete sepolto i vostri antenati
guardate bene, e vedrete voi stessi e i vostri figli ballare mano nella
mano.
In verità, voi fate spesso baldoria senza saperlo.
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