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Il Profeta di Kahlil Gibran
La Partenza
Dopo aver detto queste cose, egli si guardò
intorno, e vide il pilota
della nave accanto al timone che scrutava ora le vele gonfie, ora la
lontananza.
E disse:
Paziente, più che paziente, è il capitano della mia nave.
Il vento soffia e le vele non hanno riposo;
Anche il timone chiede la rotta.
Eppure il mio capitano attende con calma il mio silenzio.
E questi miei marinai, che hanno udito il coro del mare al largo, mi
hanno ascoltato anch'essi con pazienza.
Non aspetteranno più a lungo.
Io sono pronto.
Il ruscello ha raggiunto l'oceano, e una volta di più la grande
madre
stringe il figlio al suo petto.
Addio, popolo d'Orphalese.
Il giorno è finito.
Si chiude su di noi come la ninfea sul proprio domani.
Quello che qui ci fu donato, noi lo conserveremo,
E se non basterà, dovremo ancora riunirci e tendere insieme le
mani al donatore.
Non scordate che tornerò fra voi.
Un attimo, e il mio ardente desiderio raccoglierà polvere e schiuma
per un altro corpo.
Un attimo, un istante di riposo nel vento, e un'altra donna mi
partorirà.
Addio a voi e alla giovinezza che ho trascorso con voi.
È appena ieri che c'incontrammo in un sogno.
Voi avete cantato per me nella mia solitudine, e io ho innalzato con
i vostri aneliti una torre nel cielo.
Ma il nostro sonno è volato e il sogno è finito; non è
più l'alba.
Ora il meriggio è su di noi, e il nostro dormiveglia si è
mutato nel
giorno più pieno, e noi dobbiamo separarci.
Se nel crepuscolo della memoria dovessimo ancora incontrarci,
parleremo insieme di nuovo, e voi mi canterete un canto più
profondo.
E se le nostre mani dovessero incontrarsi in un altro sogno,
costruiremo un'altra torre nel cielo.
. . . . .
Così dicendo, fece un cenno ai marinai, e subito questi salparono
l'ancora e liberarono la nave dagli ormeggi, e drizzarono a oriente.
E un grido salì dal popolo come da un unico cuore, e si levò
nel
crepuscolo e trasvolò sul mare come una grande fanfara.
Soltanto Almitra rimase silenziosa, contemplando la nave finché
svanì nella nebbia.
E quando la gente si disperse, restò sola sull'argine, ricordando
nel
cuore le parole:
"Un attimo, un istante di riposo nel vento, e un'altra donna mi
partorirà".
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